Operatore culturale e ricercatore di storia locale, presidente dell’associazione Sylva Tour and Didactics. Ideatore e regista “Notte dei briganti”
Secondo Luca De Felice, operatore culturale e ricercatore della storia locale di Alberobello, la cosa più importante per quanto riguarda la sua esperienza con la Casa Rossa è la considerazione, in seguito alle diverse ricerche fatte, che questa struttura è oggi la testimonianza più evidente e ancora tangibile della storia dell’intero ‘900 di Alberobello.
La sua esperienza diretta, dapprima come responsabile del Museo del Territorio e quindi responsabile di un luogo che si occupava di una ricerca storica sui luoghi della sua terra, è stata proprio quella di vivere la Casa Rossa come uno dei luoghi del cuore, a cui De Felice si sente fortemente legato poiché la Casa Rossa è oggi un insieme di storie che è possibile conoscere e poi raccontare.
Tutte queste storie legate a questo luogo l’Associazione “Sylva Tour and Didactics” ha provato a raccontarle a partire da un momento ben preciso, cioè quello di passaggio da proprietà pubblica a proprietà privata, intorno al 2007.
Tutto infatti era nato proprio in quel periodo quando, dopo una serie di ricerche sulla parte più urbana di Alberobello, l’Associazione Sylva aveva trovato a partire dal 1800 un riferimento continuo alle terre in Contrada Albero della Croce e alla figura di Don Francesco Gigante, le cui vicende si intrecciavano profondamente con la storia dell’Unità d’Italia in queste terre.
Da questo momento in poi De Felice con l’Associazione Sylva ha deciso di raccontare le storie legate alla Fondazione Gigante attraverso il teatro, considerato lo strumento migliore per avvicinare la gente a determinati temi e incuriosirli.
Una delle rappresentazione teatrali in cui è stata raccontata una parte della storia della Casa Rossa è stata “La pensione delle beffe”, una commedia teatrale in tre atti, che raccontava sotto un punto di vista diverso la storia degli uomini che hanno vissuto nel campo di internamento, dando risalto soprattutto al concetto del valore dell’identità degli internati. In occasione della prima di questa rappresentazione teatrale, con emozione De Felice, racconta di aver avuto come ospiti nella platea Edith Gilboa, una donna sopravvissuta ai campi del sud e che ha visto la sua ultima fase di reclusione da bambina nel campo di Ferramonti di Tarsia, Miguel Zweig, che aveva avuto come internati sia lo zio che il padre, il quale aveva lavorato come giardiniere nel campo e Erella Talmin che era nata all’interno del campo della Casa Rossa.
L’intenzione dell’Associazione Sylva in tutti questi anni è stata sicuramente quella di voler avvicinare la Casa Rossa alle coscienze degli abitanti di Alberobello che hanno preferito prendere le distanze da un luogo che nel corso del tempo ha acquisito una valenza negativa.
Persino nel film “Donne senza nome” di Géza von Radványi, tratto da una vicenda storica realmente accaduta, in una scena in cui si identifica la Casa Rossa viene data questa connotazione negativa, definendo la struttura proprio come una prigione.
Ad oggi esistono nuovi progetti legati alla Casa Rossa ma l’Associazione Sylva, di cui De Felice è presidente, continua e continuerà a raccontare durante i tour guidati la storia dei luoghi di Alberobello con l’obiettivo di valorizzare e incuriosire la gente, attraverso un approccio emotivo.
Per De Felice è importante raccontare la storia così com’è, non solo attraverso manifestazioni come la Giornata della Memoria ma anche raccontando tutto ciò che dà meno onore.
La Casa Rossa infatti non è solo un luogo ma è un intreccio di storie, storie legate non solo alla funzione che ha avuto nel corso degli anni ma anche a tutti coloro che ci sono passati, come ad esempio il Podestà Giangrande, Nardone e Turco, responsabile durante il periodo del carcere minorile.
Il progetto “Le storie della Casa Rossa” è stato realizzato da Lorenzo Scaraggi.
Interviste e video di Lorenzo Scaraggi.
Ricerche di Lorenzo Scaraggi e Antonietta D’Oria.
Progetto realizzato con la collaborazione di Lucia Lazzaro, Valentina Mastropasqua, Annalisa Tedone, Mauro Corbascio e Nello Poli con il supporto della Fondazione Casa Rossa di Alberobello. Progetto finanziato dal Comune di Alberobello attraverso la strategia regionale “La Cultura si fa Strada – I luoghi della Memoria” (Legge regionale n.6772018, art. 49) della Regione Puglia.
Intervista registrata alla fine del 2021.