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Sebastiano D’oria

Lettura delle memorie di Sebastiano D’Oria, sarto presso la Masseria Gigante

In questa intervista è riportata la testimonianza di Sebastiano D’Oria, chiamato alla Casa Rossa a lavorare come sarto. Era giugno del 1939 e con l’entrata in guerra dell’Italia molti ebrei, uomini e donne, furono internati presso la Scuola Agraria di Alberobello.  

Molti di loro necessitavano di qualcuno che si recasse lì per ricucire i loro vestiti e il maestro di Sebastiano, Angelo Peruzzi a cui fu chiesto per primo di svolgere questo lavoro, decise di rivolgersi a lui che accettò senza alcun problema, nonostante avesse solo 14 anni. 

Dunque, si recò al Comune di Alberobello per lasciare i propri dati e ritirare il “Passo”, il documento necessario per poter entrare alla Casa Rossa controllata dalle forze dell’ordine. 

Ricorda la sua prima volta nel campo e del suo incontro con una donna molto anziana che fumava la pipa, restando molto sorpreso da questa cosa perché non aveva mai visto una donna fumare, e per di più la pipa. Quando arrivava le signore gli chiedevano di fare due passi sul piazzale e lui accettava ascoltando i loro discorsi con piacere e fingendo di essere a proprio agio. Le considerava delle persone stupende e molte gentili.

Si era molto affezionato alle persone del campo per la grande gentilezza e rispetto che avevano nei suoi confronti. Alcuni, anche quando non doveva svolgere dei lavori di sartoria per loro, passavano a salutarlo e lui ricambiava con un cenno della mano o anche con un sorriso. Il suo augurio per loro era quello di poter tornare a casa il prima possibile per ritrovare i propri cari. 

Racconta dell’episodio in cui un uomo gli aveva chiesto dove fosse il sarto non credendo inizialmente che fosse lui e che gli aveva affidato il suo cappotto con qualche incertezza. Ma Sebastiano glielo aveva perfettamente riparato e l’uomo lo abbracciò restando stupito di quello che era riuscito a fare, perché nonostante fosse ancora molto giovane era competente e lavorava con grande impegno. 

Per quanto riguarda il rapporto con i militari addetti alla sorveglianza non c’è mai stato nei confronti di Sebastiano un richiamo all’ordine. C’era un poliziotto che lo andava a prendere e lo riaccompagnava spesso. Altri gli avevano anche chiesto se lui riuscisse a capire cosa dicevano le donne internate avendolo visto parlare con loro. A questa domanda lui aveva specificato che loro parlavano in italiano e che molti in realtà provenivano da diversi luoghi dell’Italia. 

Tra i suoi tanti ricordi, c’è anche un matrimonio tra un militare e una donna molto bella di nome Maria, vestita con un abito bianco corto e come velo una zanzariera. La cerimonia si tenne nella cappella della scuola, qualcuno suonò l’Ave Maria accompagnato dal violinista Franco Longo. E fu un’esperienza molto commovente per tutti, anche per i militari addetti al loro servizio d’ordine. Dopo la cerimonia in cappella si spostarono tutti nel grande salone all’interno addobbato a festa, dove un detenuto decoratore aveva decorato le lampade e i muri con gusto e competenza. Una grande tavolata accoglieva gli invitati con un menu preparato per l’occasione: un polpettone, un secondo con una bevanda analcolica, caffè e dolci. 

Probabilmente, racconta Sebastiano, il matrimonio fu un’unione a tutti gli effetti e che probabilmente resterà traccia anche in chiesa, poiché c’era sia il sacerdote e le firme degli sposi e dei testimoni. Questo perché in quegli anni c’era il cosiddetto Articolo Tredici che celebrava un matrimonio in modo fittizio, ad effetto zero.  

Il progetto “Le storie della Casa Rossa” è stato realizzato da Lorenzo Scaraggi. 

Interviste e video di Lorenzo Scaraggi. 

Ricerche di Lorenzo Scaraggi e Antonietta D’Oria. 

Lettura del testo: Damiano Nirchio.

Progetto realizzato con la collaborazione di Lucia Lazzaro, Valentina Mastropasqua, Annalisa Tedone, Mauro Corbascio e Nello Poli con il supporto della Fondazione Casa Rossa di Alberobello. Progetto finanziato dal Comune di Alberobello attraverso la strategia regionale “La Cultura si fa Strada – I luoghi della Memoria” (Legge regionale n.6772018, art. 49) della Regione Puglia.

Video registrato a novembre 2022.

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