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Martino Pastore

Preside Istituto Agrario Caramia Gigante dal 1968 al 1993 e dal 1997 al 2003

Martino Pastore è stato preside dell’Istituto Tecnico Agrario “Francesco Gigante” di Alberobello per la prima volta dal 1968 al 1983, anno in cui è stato trasferito presso l’Istituto Agrario di Locortondo, e poi per la seconda volta dal 1997 al 2003.

Durante la sua esperienza in veste di preside, Martino Pastore ha avuto modo di interfacciarsi con la Fondazione Gigante, la cui Fondazione nel suo atto costitutivo redatto per volontà di Francesco Gigante aveva come scopo quello di fondare una scuola agraria e di formare e istruire i figli degli agricoltori. Alla nascita dell’Istituto Tecnico Agrario nel 1951, statizzato poi nel 1958 doveva esserci, perciò, per costituzione anche un’azienda agraria.

In quegli anni le aziende agrarie venivano fornite dagli enti e dalla provincia ma la Fondazione Gigante intervenne sostituendosi alla provincia e donando 20 ettari di terreno per il funzionamento dell’Istituto Tecnico Agrario. Esistevano dunque due consigli di amministrazione, uno della Fondazione Gigante e uno dell’Istituto Tecnico Agrario, che in quegli anni provvedeva in modo autonomo alla gestione di tutto l’impianto scolastico. 

Quando Martino fu nominato rappresentante dell’Istituto nel consiglio di amministrazione della Fondazione Gigante dal 1972 al 1975 si accorse delle difficoltà economiche che la Fondazione affrontava dal punto di vista gestionale, difficoltà che poi negli anni peggiorarono sempre di più. Essendo a conoscenza di questa situazione e essendo anche presidente della Fondazione Basile-Caramia di Locorotondo che operava nella stessa direzione della Fondazione Gigante, Martino ebbe un’intuizione: propose l’unione delle due Fondazioni unendo di conseguenza i due istituti e le rispettive aziende supportate dall’Università e dagli enti territoriali per costituire una grande scuola con un unico polo di sperimentazione e di ricerca, così da favorire lo sviluppo tecnico economico degli alunni e del territorio stesso.

L’idea fu approvata e nel 1980 fu creata una bozza di convenzione in cui entravano i terreni della Fondazione e quelli dell’Istituto in una gestione condivisa con il supporto dell’università, della regione e della provincia. L’intenzione di Martino con questa proposta era soprattutto quella di aiutare la Fondazione Gigante a risollevarsi economicamente perché, a differenza della Fondazione di Locorotondo che si trovava in una condizione economica migliore, con il tempo la passività gestionale era aumentata sempre di più e la costituzione di un unico centro, con due scuole e due aziende agrarie, poteva essere l’occasione per risolvere questi problemi economici.

Inoltre, la stessa Fondazione Gigante aveva chiesto alla provincia di acquistare i terreni attigui che aveva precedentemente donato all’istituto in modo tale da ottenere un supplemento economico e lasciare comunque a disposizione gli stessi spazi. 

La volontà di porre in essere questo progetto da parte di tutti si manifestò anche quando ad aprile del 1983 durante un Convegno Nazionale di tutti i presidi con il Ministro della Pubblica Istruzione fu presentata la mozione in cui si dichiarava apertamente che sarebbe stato siglato questo accordo. Tutto sembrava andare in questa direzione quando però all’improvviso tutto si bloccò con il trasferimento di Martino alla fine di quell’anno nell’Istituto di Lorotondo. 

In una riunione in provincia con i sindaci e le amministrazioni comunali, l’amministrazione comunale di Alberobello e la Fondazione Gigante scelsero di intraprendere una linea d’azione diversa da quella proposta da Martino e quindi gli accordi e la convenzione furono annullati e si dette mandato di procedere con la convenzione con l’Università solo per l’Istituto Agrario e la Fondazione di Locortondo, lasciando la possibilità di far entrare in un secondo momento la Fondazione Gigante e l’istituto agrario di Alberobello, una volta risolti i problemi economici. 

Questa prospettiva non si concretizzò mai poichè dal 1983 in poi la situazione peggiorò, aumentarono i passivi e la Fondazione Gigante prese purtroppo un’altra strada. 

Per Martino resta ancora oggi il rammarico di non aver potuto realizzare questo grande progetto supportato da più soggetti ed enti che come lui guardavano al futuro della Fondazione Gigante sotto una nuova prospettiva. 

Il progetto “Le storie della Casa Rossa” è stato realizzato da Lorenzo Scaraggi. 

Interviste e video di Lorenzo Scaraggi. 

Ricerche di Lorenzo Scaraggi e Antonietta D’Oria. 

Progetto realizzato con la collaborazione di Lucia Lazzaro, Valentina Mastropasqua, Annalisa Tedone, Mauro Corbascio e Nello Poli con il supporto della Fondazione Casa Rossa di Alberobello. Progetto finanziato dal Comune di Alberobello attraverso la strategia regionale “La Cultura si fa Strada – I luoghi della Memoria” (Legge regionale n.6772018, art. 49) della Regione Puglia.

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