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Mariagiovanna Deleonardis

Nipote di Nicola Longo, impiegato durante la permanenza degli ebrei

Mariagiovanna Deleonardis, nipote di Nicola Longo, responsabile degli approvvigionamenti alimentari durante la permanenza degli ebrei presso la Casa Rossa.

I primi ricordi di Mariagiovanna Deleonardis con la Casa Rossa sono legati ai racconti di sua madre che fu curata da un odontotecnico internato del campo, Enrich Fiel, che collaborava con l’allora podestà Donato Giangrande nel suo studio medico. Fu proprio Donato Giangrande, infatti, a consigliare al nonno di Mariagiovanna di far visitare sua figlia dal medico odontotecnico, che curò la giovane donna.

In seguito, diventata insegnante, Deleonardis ha avuto nuovamente dei contatti con le vicende della Casa Rossa quando in collaborazione con il professore Terzulli trovò diverse testimonianze e reperti. In questa occasione fu organizzata una mostra che è stata poi perfezionata con due libri che lo stesso Terzulli ha scritto “Una stella fra i trulli” e “La Casa Rossa”.

Donato Giangrande cercò sempre di coinvolgere nella vita della comunità di Alberobello gli internati della Casa Rossa e così il nonno di Mariagiovanna, Nicola Longo, che era responsabile dell’approvvigionamento alimentare, diventò amico di un ingegnere Lobe (?), il quale progettò una casa in via Luigi Tinelli tutt’ora di proprietà della sua famiglia.

Ricorda anche i racconti legati alla vita di Abeles, musicista, presso la famiglia Nardone.

Sempre nel corso dei suoi anni di insegnamento ricorda quando nel 2006 la Gazzetta del Mezzogiorno lanciò “Newspaper game” un concorso di giornalismo aperto alle scuole e la sua classe vide pubblicato un articolo dedicato alla Casa Rossa sulle pagine del giornale, ritenuto dalla giuria il più interessante tra tutti gli articoli pervenuti.

Nel 1947 la Casa Rossa diventò un luogo di reclusione per donne come prostitute ma anche collaborazioniste dei fascisti e proprio a questo periodo risale la vicenda di una di loro che si suicidò poiché riconosciuta da alcune delle donne internate con lei. Tutte le vicende di questo periodo sono state lo spunto per il film “Donne senza nome” che fu girato nel ‘48-‘49 la cui protagonista è stata Valentina Cortese.

Quando la Casa Rossa è diventata casa di rieducazione Mariagiovanna ricorda di aver frequentato la struttura in quanto amica del primo direttore, il dottore Panasci, e che in estate veniva organizzato il campeggio al mare a cui prendevano parte gli educatori, i ragazzi della scuola, i cuochi, gli inservienti e gli autisti. 

Il progetto “Le storie della Casa Rossa” è stato realizzato da Lorenzo Scaraggi. 

Interviste e video di Lorenzo Scaraggi. 

Ricerche di Lorenzo Scaraggi e Antonietta D’Oria. 

Progetto realizzato con la collaborazione di Lucia Lazzaro, Valentina Mastropasqua, Annalisa Tedone, Mauro Corbascio e Nello Poli con il supporto della Fondazione Casa Rossa di Alberobello. Progetto finanziato dal Comune di Alberobello attraverso la strategia regionale “La Cultura si fa Strada – I luoghi della Memoria” (Legge regionale n.6772018, art. 49) della Regione Puglia.

Intervista registrata alla fine del 2021.

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