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Maria Zlata Zivalic

Lettura dei ricordi di Maria Zlata Zivalic straniera jugoslava “indesiderabile” raccolta da Terzulli

Francesco Terzulli ha raccolto la testimonianza della figlia di Maria Zlata Zivalic, una donna slava trasferita nel campo di concentramento di Alberobello per un po’ di tempo. 

La donna ripercorre la vita di sua madre, dall’incontro con suo padre, italiano, alla fuga in Argentina. 

I due giovani si conobbero in Jugoslavia, a casa di sua nonna, dove l’uomo partito in guerra riuscì a rifugiarsi dai fascisti. Maria aveva all’epoca 13 anni ma poco dopo i due si innamorarono e a 15 anni la donna rimase incinta di una bambina. 

La coppia decise di trasferirsi a Ravenna ma per partorire raggiunsero Ginosa, dove lasciarono la bambina nata da una sorella del padre e tornarono a Ravenna, lui per lavorare, lei per restare a casa. Ma la cose non andarono nel verso giusto, perché Maria fu arrestata in quanto non italiana e senza documenti e fu deportata nel campo di concentramento di Modena, dove subì delle torture da parte dei fascisti, come tagli sulle gambe su cui veniva poi sparso del sale.

Il suo compagno cercò in qualsiasi modo di salvare la donna, chiese persino a qualcuno di Ginosa di scrivere al Papa per chiedere un avvicinamento di Maria nel campo di Alberobello e riuscì ad ottenerlo. 

Qui, quando la donna arrivò, le furono rasati i capelli per motivi igienici. Ma la vita ad Alberobello si rivelò subito diversa da Modena, in un certo modo migliore. Una donna la adottò, una certa Lucrezia, e le portava il cibo, ma Maria era disperata per la sua condizione e per sua figlia che era fuori senza di lei. Cercarono perciò di trovare una soluzione per farla uscire e, su consiglio del sacerdote, fu celebrato il matrimonio tra Maria e il padre di sua figlia. 

I due si sposarono ma la situazione non migliorò, perché i carabinieri trovarono subito dei problemi con i documenti e Maria fu costretta a fuggire, ancora una volta. 

Con il nome falso di Pastore Maria, una ragazza che morì ad Alberobello in quegli anni, Maria Zlata usò i suoi documenti per andare in Argentina, dove visse per parecchi anni. 

Il progetto “Le storie della Casa Rossa” è stato realizzato da Lorenzo Scaraggi. 

Interviste e video di Lorenzo Scaraggi. 

Ricerche di Lorenzo Scaraggi e Antonietta D’Oria. 

La testimonianza della figlia di Maria Zlata Zivalic è stata raccolta da Francesco Terzulli e poi riportata nel libro “La Casa Rossa. Un campo di concentramento ad Alberobello” Mursia, 2003.

Lettura del testo: Anna Maria de Giorgio.

Progetto realizzato con la collaborazione di Lucia Lazzaro, Valentina Mastropasqua, Annalisa Tedone, Mauro Corbascio e Nello Poli con il supporto della Fondazione Casa Rossa di Alberobello. Progetto finanziato dal Comune di Alberobello attraverso la strategia regionale “La Cultura si fa Strada – I luoghi della Memoria” (Legge regionale n.6772018, art. 49) della Regione Puglia.

Video registrato a novembre 2022.

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