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Maria Antonietta Salamida

Operatrice culturale, membro dell’associazione Sylva Tour and Didactics. Organizzatrice de “La notte dei briganti”

I suoi primi ricordi personali risalgono alla fine degli anni ‘80 e inizi anni ‘90, quando la Casa Rossa era sede di Azzurra TV, un’emittente televisiva in cui lavorava suo fratello Martino Salamida.

Successivamente, ai tempi delle scuole medie, Maria Antonietta si è occupata con la sua classe e con il professore Bruno De Luca del libro di narrativa “Una stella tra i trulli” di Francesco Terzulli, un libro che metteva in relazione la Casa Rossa, immobile storico fuori dal centro abitato, e i trulli che in quegli anni diventavano un patrimonio da valorizzare. 

Nel 2007 Maria Antonietta entra a far parte di “Sylva. Tour and didactics”, un’associazione nata per volere di Luca De Felice, ad oggi attuale presidente. L’associazione si è occupata per lungo tempo della rivalorizzazione della storia della Casa Rossa presso le scuole e gli alberobellesi e dal 2007 al 2018 ha organizzato nei terreni adiacenti la struttura la Notte dei briganti, una manifestazione a sfondo storico attraverso cui l’associazione faceva emergere il rapporto particolare tra Don Francesco Gigante con i briganti. La notte dei Briganti ha rappresentato un veicolo di conoscenza del luogo e nel corso del tempo si è creato per i visitatori e per gli studenti un punto di riferimento della storia locale legato al ‘900 di Alberobello.

In qualità di referente delle attività didattiche, Maria Antoniette con l’associazione si è impegnata nella divulgazione di tutte le fasi storiche della Fondazione Gigante, dalla sua fondazione al periodo di campo di internamento fino alla sua funzione di carcere minorile. Maria Antonietta definisce la Casa Rossa “un immobile eclettico”, che ancora oggi, secondo lei fatica ad avere una propria identità storica.

L’intervista prosegue ponendo l’attenzione sul forte impatto che l’associazione culturale ha avuto nel processo di valorizzazione della Casa Rossa. La mission più importante dell’associazione, sottolinea Maria Antonietta, è la ricerca storica del territorio, quindi non solo l’aspetto legato alla storia dei trulli ma anche l’interesse per la Casa Rossa. Per questo motivo sono state svolte attività didattiche a studenti di diversi istituti scolastici coinvolgendoli in un approccio che univa una parte teorica sulle diverse fasi storiche e una parte pratica con la visita sul luogo. Per tanti anni il tentativo è stato quello condividere la storia della Casa Rossa non solo nella giornata della memoria ma anche in più contesti e l’obiettivo è stato quello di far conoscere per poter tutelare e valorizzare questo luogo, che nel corso degli anni e in virtù della sua funzione ha sempre avuto un legame con gli alberobellesi. 

A proposito di questo legame, Maria Antonietta cita il film diretto da Géga Von Radvànyi “Donne senza nome. Le indesiderabili”. In alcune scene girate ad Alberobello si vede l’arrivo delle cosiddette “rastrellate di Tombolo”, prostitute e ex fasciste relegate nella Casa Rossa nel periodo post fascista. Qui le donne anziane del paese coprono il capo di queste donne, che non avevano più, per rispetto e per restituire loro un minimo di dignità. Anche queste scene venivano riproposte nelle scuole come strumento didattico per la conoscenza della Casa Rossa. 

Ad oggi, afferma Maria Antonietta, l’unico modo per continuare a valorizzazione la Casa Rossa è la realizzazione di una mostra permanente per rendere questo posto un luogo della memoria, in ricordo di tutti coloro che ci sono passati e per tutte le funzioni che ha ricoperto negli anni. 

Il progetto “Le storie della Casa Rossa” è stato realizzato da Lorenzo Scaraggi. 

Interviste e video di Lorenzo Scaraggi. 

Ricerche di Lorenzo Scaraggi e Antonietta D’Oria. 

Progetto realizzato con la collaborazione di Lucia Lazzaro, Valentina Mastropasqua, Annalisa Tedone, Mauro Corbascio e Nello Poli con il supporto della Fondazione Casa Rossa di Alberobello. Progetto finanziato dal Comune di Alberobello attraverso la strategia regionale “La Cultura si fa Strada – I luoghi della Memoria” (Legge regionale n.6772018, art. 49) della Regione Puglia.

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