Insegnante IISS Agrario Alberghiero Caramia Gigante, sede di Alberobello
Margherita Longo è insegnante dell’Istituto di scuola superiore Basile Caramia – Gigante nella sede di Alberobello. In questa intervista Margherita delinea con precisione le fasi cronologiche del processo di istituzione e di statalizzazione della scuola dalla sua fondazione al riconoscimento intorno al 1951. Da sempre l’obiettivo di Margherita è quello di trasmettere questa storia ai suoi allievi in modo da diffondere la conoscenza e la consapevolezza di cosa ha rappresentato e rappresenta tutt’oggi questo luogo per gli alberobellesi.
La storia ha inizio nel dicembre del 1887 quando il sacerdote Don Francesco Gigante in punto di morte decise di lasciare tutto il suo patrimonio al comune di Alberobello con la precisa volontà di costituire un istituto agrario da cui uscissero “allievi esperti e laboriosi in agricoltura. Essa forma ricchezza, potenza e gloria della nazione e onesti e pii cittadini”.
Alla morte del sacerdote però, agli inizi del 1888, a causa delle controversie da parte degli eredi il progetto tardò a realizzarsi e solo nel 1906 la scuola iniziò le proprie attività gestite dalla fondazione che ne era nata. Si trattava allora di una scuola privata che non rilasciava un diploma valido a tutti gli effetti. Perciò si cercò di ottenere la regificazione dell’istituto ma in quel momento l’Italia stava vivendo un periodo di intense trasformazioni e nonostante le numerose istanze inviate dal consiglio di amministrazione della fondazione al Ministero dell’Istruzione e al Ministero dell’Agricoltura fu difficile ottenere il riconoscimento del diploma statale.
I problemi aumentarono intorno al 1910, quando in clima di guerra si ottenne il minimo storico degli iscritti cioè 5 in un anno, nonostante la scuola fosse dotata di un convitto e quindi risolveva in parte il problema degli spostamenti dal paese alla struttura.
Dopo la Prima Guerra Mondiale, oltre alla presenza di alunni che volevano conseguire quel titolo, vennero ospitati anche i figli degli orfani di guerra. E solo nel 1924 gli iscritti furono in totale 40.
Nel frattempo il processo di statalizzazione non si era interrotto e si ottenne una specie riconoscimento del diploma in “agente rurale”, un diploma che comunque non aveva una grande validità.
Nel 1936 arrivò l’energia elettrica e nel 1937 si dotò la struttura di un calesse a due cavalli che faceva due corse al giorno. Una delle figure più importanti di questo periodo fu il professore Oronzo Gigante, ricordato ancora oggi dai suoi allievi in alcune lettere.
Il cambiamento importante avvenne nel 1951, anno in cui la scuola diventò finalmente un istituto statale. In questa occasione il docente Gino Angiulli di Alberobello pubblicò una raccolta di tutte le testimonianze legate alle vicende della scuola. Anche il professore Franco Terzulli, di cui Margherita si mostra tutt’ora entusiasta, avviò una serie di studi e ricerche sistematiche su questo luogo.
L’interesse di Margherita per la Casa Rossa si è rafforzato ancora di più quando di recente, nel 2018, la Masseria Gigante è stata scelta come sede dell’Apulia Land Festival stimolando gli Alberobellesi a riaprire il capitolo della storia della Casa Rossa.
Margherita conclude affermando quando sia importante che tutt’oggi gli studenti siano promotori di questa storia e per questo motivo ogni anno le classi dell’ultimo anno realizzano un progetto con lo scopo di mantenere sempre vivo il ricordo di questo luogo.
Il progetto “Le storie della Casa Rossa” è stato realizzato da Lorenzo Scaraggi.
Interviste e video di Lorenzo Scaraggi.
Ricerche di Lorenzo Scaraggi e Antonietta D’Oria.
Progetto realizzato con la collaborazione di Lucia Lazzaro, Valentina Mastropasqua, Annalisa Tedone, Mauro Corbascio e Nello Poli con il supporto della Fondazione Casa Rossa di Alberobello. Progetto finanziato dal Comune di Alberobello attraverso la strategia regionale “La Cultura si fa Strada – I luoghi della Memoria” (Legge regionale n.6772018, art. 49) della Regione Puglia.
Intervista registrata alla fine del 2021.