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Luca Basso

Giornalista, addetto stampa del Comune di Alberobello dal 2001 al 2012

Luca Basso è un giornalista ed è stato addetto stampa del comune di Alberobello per alcuni anni. Ricorda ancora l’emozione che ha provato quando ha visitato per la prima volta la Casa Rossa e si è ritrovato davanti all’affresco realizzato da un internato del periodo fascista, Viktor Cernon, nella cappella della struttura. Un’opera particolarmente importante sia per la tecnica usata del finto mosaico e sia per i sentimenti contrastanti che trasmetteva. 

Nel ruolo di addetto stampa dal 2001 al 2012 Luca Basso ha lavorato in sinergia con Angelo Panarese, sindaco uscente poi presidente del consiglio comunale, Bruno De Luca, nuovo sindaco e Gianvito Ricci, assessore in entrambe le amministrazioni comunali, tre personalità politicamente lontane ma fermamente antifasciste.

Per questo il loro lavoro si è concentrato principalmente sul periodo fascista e sulla Casa Rossa, quale campo di internamento a partire dagli anni ‘40, con l’obiettivo di creare un luogo della memoria. 

Racconta Luca Basso, barese e quindi nuovo alle vicende della Casa Rossa, che era curioso osservare come la comunità alberobellese mostrasse chiusura nei confronti di quella parte di storia, come se quel luogo portasse con sé una sorta di pregiudizio negativo. 

Nonostante il freno legato a quel periodo e al ricordo del campo di internamento, è riuscito in quegli anni a far ottenere una grande attenzione, tanto è vero che negli archivi pugliesi si ritrovano articoli sulla Casa Rossa redatti proprio a partire dal 2001. Questo perché nel corso della storia c’è stato sempre il tentativo di sminuire i campi di internamento, differenti da quelli di concentramento, ma pur sempre luoghi di prigionia. In Puglia, nello specifico, ce ne erano almeno tre: ad Alberobello, a Gioia del Colle e alle Isole Tremiti. E nonostante ad Alberobello c’era stata un’apertura da parte della comunità nei confronti degli internati, è stato comunque un luogo di grande sofferenza, dove ci sono stati anche dei suicidi. 

Con l’istituzione della Giornata della Memoria si sono create diverse occasioni per ricordare quel periodo storico. Nel 2007 la storia della Casa Rossa ha avuto una grande risonanza mediatica quando è stata citata la città di Alberobello in un articolo di Rainews24 come città in cui si venivano svolte iniziative legate al periodo fascista insieme a Roma, Genova, Milano e Torino.

Sempre al 2007, risale la vicenda del recupero e della restituzione di uno spartito musicale composto dal musicista internato Charles Abeles e conservato dalla signora Nardone di Alberobello.

Durante gli anni di prigionia Abeles era stato ospitato dalla famiglia Nardone che gli aveva consentito di suonare il pianoforte, evitandogli l’incarico di addetto della lavanderia che gli era stato dato. A loro aveva poi donato questo spartito, conservato dalla figlia del signor Nardone e consegnato ai suoi nipoti in visita ad Alberobello.  In questa occasione sono stati realizzati diversi servizi giornalistici, di cui uno di Vito Giannulo.  

In tutti quegli anni, conclude Basso, si è cercato di attirare l’attenzione sulla Casa Rossa per convincere altri Enti, come la Regione e il Ministero, ad intervenire per salvaguardare e valorizzare l’edificio provando a realizzare un luogo della memoria, ma questo purtroppo non è mai successo, lasciandolo ancora oggi ad un futuro incerto. 

Per Luca Basso la speranza è che la Casa Rossa diventi davvero un luogo della memoria e che sia un’opportunità di conoscenza e cultura per tutte le generazioni pugliesi. 

Il progetto “Le storie della Casa Rossa” è stato realizzato da Lorenzo Scaraggi. 

Interviste e video di Lorenzo Scaraggi. 

Ricerche di Lorenzo Scaraggi e Antonietta D’Oria. 

Progetto realizzato con la collaborazione di Lucia Lazzaro, Valentina Mastropasqua, Annalisa Tedone, Mauro Corbascio e Nello Poli con il supporto della Fondazione Casa Rossa di Alberobello. Progetto finanziato dal Comune di Alberobello attraverso la strategia regionale “La Cultura si fa Strada – I luoghi della Memoria” (Legge regionale n.6772018, art. 49) della Regione Puglia.

Intervista registrata nell’agosto del 2022.

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