Assessore alle Politiche Giovanili e Pubblica Istruzione del Comune di Alberobello nel 2001
L’esperienza di Gianvito Ricci, assessore alle politiche giovanili e alla pubblica istruzione presso il comune di Alberobello, con la Casa Rossa ha avuto inizio nel 2001, quando in occasione della prima edizione della Giornata della Memoria si prospettò la possibilità che l’edificio venisse inglobato in una più grande struttura turistica diventando un ristorante o comunque un luogo di divertimento. Gianvito Ricci lanciò allora un appello per salvare la Casa Rossa da questa possibilità.
Negli anni precedenti il professore Terzulli aveva condotto degli studi storici sulla Casa Rossa ma l’appello fu l’occasione per la stampa nazionale e regionale di conoscere l’esistenza di questo luogo. Da quel momento ci sono stati una serie di convegni e di ricerche ma soprattutto iniziarono le visite di scolaresche che dopo aver visitato i trulli avevano come tappa anche la Casa Rossa, di cui si cercava di raccontare la storia e quello che aveva rappresentato per Alberobello.
Grazie all’appello fatto, la Sovrintendenza pose un vincolo sulla destinazione d’uso e l’emergenza fu superata.
Ad oggi però la difficoltà maggiore, secondo Ricci, è quella di dare vita ad un luogo della memoria per la città di Alberobello e ad un luogo di sviluppo e crescita culturale ma soprattutto quella di preservare gli spazi della struttura, come ad esempio la cappella.
Il progetto “Le storie della Casa Rossa” è stato realizzato da Lorenzo Scaraggi.
Interviste e video di Lorenzo Scaraggi.
Ricerche di Lorenzo Scaraggi e Antonietta D’Oria.
Progetto realizzato con la collaborazione di Lucia Lazzaro, Valentina Mastropasqua, Annalisa Tedone, Mauro Corbascio e Nello Poli con il supporto della Fondazione Casa Rossa di Alberobello. Progetto finanziato dal Comune di Alberobello attraverso la strategia regionale “La Cultura si fa Strada – I luoghi della Memoria” (Legge regionale n.6772018, art. 49) della Regione Puglia.
Intervista registrata alla fine del 2021.