Pianista e ricercatore di musica “concentrazionaria”
Il legame di Francesco Lotoro, pianista e ricercatore, con la Casa Rossa di Alberobello, è riconducibile alla figura di Charles Abeles, pianista e compositore ebreo, internato presso la Casa Rossa e che ebbe l’opportunità di suonare e comporre un valzer presso la famiglia alberobellese Nardone.
L’intervista inizia con un breve racconto della vita di Charles Abeles e della sua esperienza ad Alberobello.
Charles Abeles si era spostato da Zurigo, città natale, a Vienna, dove aveva completato gli studi, e poi a Baden. Qui lavorava come insegnante di musica e suonava nei cafè notturni.
Dopo la notte dei Cristalli, tra il 9 e il 10 novembre del 1938, fu arrestato e inviato a Dachau.
La moglie, cattolica, e il vescovo di Monaco riuscirono a farlo uscire da Dachau ma con l’impegno di espatriare. Charles decise così di spostarsi a Milano, dove sfortunatamente fu arrestato in quanto straniero genericamente sospetto.
Arrivò ad Alberobello a fine luglio del 1940. Qui, diversamente da quello che accadeva in altri campi di internamento, dalla Casa Rossa si poteva andare in paese e Charles Abeles riuscì così a trovare un modo per continuare a suonare. Fu la famiglia Nardone ad avere un ruolo molto importante nella vita di Abeles, non solo lo invitava spesso a pranzo ma gli diede la possibilità di suonare il pianoforte a muro nella propria casa.
In quel periodo Charles si dedicò alla composizione e fu proprio a casa della famiglia Nardone che scrisse il valzer “Felicità” con la precisa intitolazione riportata nel frontespizio di “Valzer Rondò, numero d’opera 282”. Si trattava di un valzer di tipico stile viennese firmato Carlo Francesco Abeles. Questo dettaglio della firma rappresentava una particolarità in quanto il nome Carlo era dovuto ad una italianizzazione forzata dei nomi sotto il regime fascista, mentre il nome Francesco era in onore di Francesco Nardone, che probabilmente fu il suo padrino di battesimo. Un’altra particolarità era la presenza della data 14 novembre 1941, quasi sicuramente la data di chiusura della composizione.
In seguito, nel 1942, Charles Abeles fu inviato nel campo di Ferramonti di Tarsia in Calabria, dove rimase fino a fine marzo del 1943, per subire un ulteriore spostamento nel salernitano, nel campo di Campagna. Con la fine della guerra, Abeles decise di partire per gli Stati Uniti ma forse qui non si trovò molto bene e dopo circa due anni, tornò in Austria, a Vienna, dove morì nel 1987.
Il valzer composto ad Alberobello rimase a casa dei Nardone per anni, sotto la proprietà di Maria Nardone, la figlia di Francesco.
Di questo valzer, una copia fu data dal professor Terzulli a Lotoro che lo studiò e lo registrò nel giro di due mesi.
Nel 2004, grazie alla diffusione del pezzo in rete, la registrazione arrivò a Peter Coppits, nipote di Abeles, che chiese di incontrare la famiglia Nardone ad Alberobello. Durante l’incontro, Maria Nardone restituì il manoscritto originale di Charles Abeles.
L’intervista si conclude con una considerazione di Lotoro sull’importanza della composizione e della letteratura musicale prodotta in un arco temporale che va dal 1933 al 1953.
Il progetto “Le storie della Casa Rossa” è stato realizzato da Lorenzo Scaraggi. Interviste e video di Lorenzo Scaraggi ( @Vostok100k ) Ricerche di Lorenzo Scaraggi e Antonietta D’Oria. Progetto realizzato con la collaborazione di Lucia Lazzaro, Valentina Mastropasqua, Annalisa Tedone, Mauro Corbascio e Nello Poli con il supporto della Fondazione Casa Rossa di Alberobello. Progetto finanziato dal Comune di Alberobello attraverso la strategia regionale “La Cultura si fa Strada – I luoghi della Memoria” (Legge regionale n.6772018, art. 49) della Regione Puglia. Intervista registrata nell’ottobre del 2022.